Danilo Napolitano, ex ciclista professionista, è stato squalificato per vent'anni dal Tribunale Nazionale Antidoping per presunte violazioni degli articoli 2.6 e 2.8 del Codice WADA, relativi al possesso e alla somministrazione — o tentata somministrazione — di sostanze proibite. Il provvedimento riguarda il suo ruolo di direttore sportivo della Salus Seregno De Rosa, formazione juniores con sede in provincia di Monza e Brianza. Inflitta anche un'inibizione di otto anni a Marco Moretto, presidente della stessa società.
Il 45enne siciliano era passato professionista nel 2004 con il Team LPR-Piacenza, imponendosi già l'anno seguente con vittorie di prestigio come la Coppa Bernocchi, il Giro di Romagna e una frazione alla Settimana Coppi & Bartali. Con la Lampre-Fondital aveva poi conquistato altre due edizioni della Coppa Bernocchi e, soprattutto, la nona tappa del Giro d'Italia 2007. Si era ritirato nel 2017 con 38 vittorie all'attivo, lasciando il segno come uno dei velocisti italiani più vincenti della sua generazione.
La vicenda era emersa nella primavera del 2026, quando per entrambi i tesserati era scattata la sospensione cautelare. Il presidente regionale della FCI Stefano Pedrinazzi era intervenuto pubblicamente per difendere la reputazione della società, definendo Napolitano e Moretto parti lese — una linea difensiva che non ha trovato riscontro nel verdetto finale.
