La UEFA ha rotto gli indugi: nessuna nazionale europea prenderà parte ai Mondiali e alle altre competizioni FIFA finché resterà in piedi il piano del presidente Gianni Infantino di aprire la proprietà della Coppa del Mondo a investitori privati. L'annuncio è arrivato giovedì dopo una riunione d'emergenza in videoconferenza delle 55 federazioni affiliate, convocata per rispondere alla proposta di creare una controllata da 20 miliardi di dollari, la FIFA Forward Enterprise (FFE), con il 20% del capitale destinato a investitori esterni.
"La UEFA e le sue federazioni nazionali non parteciperanno alle competizioni FIFA", si legge nel comunicato, che definisce la Coppa del Mondo "non in vendita". E ancora: "Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo FIFA appartiene al calcio. E apparterrà sempre a esso. E finché l'Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita".
Il progetto, rivelato martedì, prevede che l'investitore principale sia una società newyorkese creata da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner. Per convincere le 211 federazioni affiliate, Infantino ha offerto 20 milioni di dollari a testa in caso di approvazione dell'operazione, il doppio dei fondi base promessi per il prossimo quadriennio, con scadenza a metà settembre.
La replica della UEFA è netta: "Non si tratta solo di una grave mancanza di leadership, ma di una vera e propria abdicazione al dovere della FIFA in quanto custode del calcio mondiale". E ancora: "A seguito della discussione odierna, nessuna nazionale UEFA parteciperà ad alcuna competizione FIFA finché queste proposte rimarranno in vigore, a meno che non vengano abbandonate nella loro interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la FIFA non aprirà mai più la sua governance o le sue competizioni alla proprietà privata".
La protesta non si ferma all'Europa. Nella stessa giornata la CONCACAF, che riunisce 41 federazioni del Nord e Centro America e dei Caraibi, ha respinto il piano, denunciando l'assenza di un giusto processo attorno alla proposta, la scadenza artificiosamente breve e la mancanza di qualsiasi revisione o approvazione da parte degli organi di governo della FIFA. Critiche inedite anche dall'Asia: il presidente dell'AFC, Sheikh Salman bin Ibrahim Al Khalifa, ha scritto ai 46 membri che le "azioni unilaterali della FIFA appaiono minare le fondamenta stesse del calcio continentale".
Il primo banco di prova è ravvicinato: il 5 settembre in Polonia parte il Mondiale femminile Under 20, mentre il 23 novembre è attesa la decisione sulla sede del Mondiale femminile 2035, per il quale le quattro federazioni britanniche sono l'unico candidato. Con le elezioni presidenziali FIFA in programma a marzo a Rabat e la scadenza per le candidature fissata al 18 novembre, la minaccia di boicottaggio rischia di pesare sul futuro di Infantino, alla guida dell'organizzazione dal 2016.
Fonti