Il CEO della Formula 1 Stefano Domenicali ha confermato che l'Europa sarà il piano di riserva del mondiale se le ultime due gare della stagione 2026 non potranno disputarsi in Medio Oriente.
Il Gran Premio del Qatar, in programma il 29 novembre a Lusail, e il gran finale di Abu Dhabi a Yas Marina il 6 dicembre sono entrambi a rischio: la guerra tra Stati Uniti e Iran continua e mostra segnali di possibile estensione ai paesi vicini.
Mentre cresce l'incertezza sulle due gare, Domenicali ha indicato l'Europa come alternativa principale. Diversi circuiti permanenti del continente dispongono della licenza FIA di grado 1 necessaria per subentrare in tempi stretti.
Imola, che ha ospitato l'ultimo Gran Premio nel 2025 con l'appuntamento dell'Emilia Romagna, è emersa come candidata probabile: le infrastrutture sono moderne proprio grazie alla gara dello scorso anno e lo stesso Domenicali, originario della zona, ha lasciato intendere che il circuito è una possibilità concreta. Forte candidata anche l'Algarve, in Portogallo: la F1 è già attesa lì nel 2027 e le temperature di dicembre, intorno ai 17 gradi, la rendono una delle opzioni più miti in lista.
Sul tavolo ci sono anche Jerez, nel sud della Spagna, dove a dicembre si possono superare i 20 gradi, oltre a Hockenheim, Magny-Cours, Mugello, Nürburgring e Paul Ricard. Motorland Aragon è l'unico tracciato di grado 1 in Europa a non aver mai ospitato un gran premio.
Il principale ostacolo è il meteo. A fine novembre e inizio dicembre i circuiti europei sarebbero decisamente più freddi di quelli mediorientali, con possibili conseguenze su gomme e condizioni della pista per le monoposto 2026, alle prese anche con la gestione dell'energia.
La F1 non ha ancora confermato quali circuiti europei subentrerebbero. Il campionato è atteso in Qatar il 29 novembre e ad Abu Dhabi il 6 dicembre, a meno che gli eventi nella regione non impongano un cambio di programma last minute verso l'Europa.
Fonti
- https://www.racefans.net/2026/08/02/where-in-europe-should-f1-race-if-the-final-two-rounds-cannot-go-ahead/