La finale tra Spagna e Argentina, campione in carica, segna la chiusura del torneo più grande nella storia della competizione. Al fischio finale a New Jersey, domenica, saranno state giocate 104 partite record in quasi sei settimane e in tre paesi: Stati Uniti, Messico e Canada.
Il Mondiale "supersized" ha offerto spettacolo in campo, tra sorprese, rimonte clamorose, gol spettacolari e prove da protagoniste delle stelle più luminose del calcio mondiale. Ha però generato anche polemiche, dalle tensioni politiche legate alla partecipazione dell'Iran alle critiche per novità come le hydration break, impopolari tra i tifosi.
Più squadre, più dramma
Il nuovo format a 48 squadre aveva sollevato timori su partite squilibrate e una fase a gironi povera di posta in palio. Chiedetelo a Capo Verde, Congo e persino Curaçao, che hanno fatto la storia e conquistato nuovi tifosi.
Capo Verde ha fermato la Spagna sul pari all'esordio, è avanzata agli ottavi e ha fatto tremare l'Argentina prima di arrendersi 3-2 ai tempi supplementari in una "classic" del Mondiale. Il portiere capoverdiano Vozinha, 40 anni, è diventato una star a sorpresa, guadagnando milioni di follower sui social.
Anche il Congo ha superato la fase a gironi e ha dato filo da torcere all'Inghilterra prima di uscire, mentre Curaçao era ancora in corsa per la qualificazione alla vigilia dell'ultima partita del girone.
La FIFA ha aperto le porte a più squadre e queste hanno dimostrato di poter competere sul palcoscenico più grande. Tuttavia, a giocarsi la semifinale sono state le nazionali di vertice Argentina, Spagna, Francia e Inghilterra, tutte già campioni del mondo.
Le stelle hanno risposto presente
La corsa al titolo di capocannoniere è stata un "who's who" dei migliori giocatori al mondo, con Lionel Messi, Kylian Mbappé, Erling Haaland, Harry Kane e Jude Bellingham a gonfie vele. Mbappé guida la classifica alla vigilia della finale con 10 gol nel torneo e un record di 22 reti in carriera ai Mondiali. Messi ne ha segnati 8 in questa edizione e 21 in totale, con una partita ancora da giocare.
Cristiano Ronaldo non è riuscito a trascinare il Portogallo, in quello che ha definito il suo ultimo Mondiale, mentre la teenager spagnola Lamine Yamal — protagonista degli Europei due anni fa — si è ritagliata il suo spazio dopo aver recuperato da un infortunio.
Tecnologia e polemiche
Il VAR è stato al centro di diverse decisioni contestate, annullando gol pesanti a Germania, Croazia ed Egitto. Il ct egiziano Hossam Hassan ha scatenato una furiosa invettiva dopo la rimonta spettacolare dell'Argentina, dal 2-0 al 3-2 negli ottavi. «Abbiamo subito un'ingiustizia», ha detto dopo che un gol dell'Egitto era stato annullato sullo 0-1.
«Tutte queste decisioni tolgono la gioia al calcio», ha dichiarato il ct croato Zlatko Dalić, dimessosi da allora. Il pallone high-tech, dotato di sensori, è costato alla Croazia un tardivo pareggio contro il Portogallo agli ottavi, rilevando il minimo tocco di Igor Matanovic e annullando il gol di Gvardiol per fuorigioco.
Biglietti esosi, ma gli stadi si sono riempiti
C'erano preoccupazioni, all'inizio del torneo, che l'introduzione dei prezzi dinamici da parte della FIFA rendesse i biglietti inaccessibili ai tifosi comuni. Alcuni critici hanno accusato la FIFA di un "tradimento monumentale". I prezzi ufficiali sono andati dai 140 ai 2.735 dollari per la fase a gironi, fino agli 8.680 dollari per la finale, ben oltre i costi di Qatar 2022. Dopo le critiche, la FIFA ha offerto una selezione di biglietti da 60 dollari per ogni partita alle 48 federazioni partecipanti.
Il mercato del rivendita ha permesso di listare biglietti a cifre ben superiori al valore facciale, fino a quasi 2,3 milioni di dollari per la finale. Nonostante le critiche, i tifosi sono accorsi in massa, anche per partite senza big.
Le hydration break non convincono
Le nuove hydration break a metà di ogni tempo — una novità per questo Mondiale — hanno suscitato fischi dai tifosi sugli spalti, e anche gli ex giocatori si sono detti critici. «Siamo in America, giusto? Quindi è come un timeout», ha detto l'ex irlandese Roy Keane.
Le pause, introdotte per aiutare i giocatori con il caldo estivo, sono state stabilite dalla FIFA indipendentemente da meteo, impianto o luogo. Gli allenatori le hanno usate come timeout tattici, i broadcaster come spazi per la pubblicità. Non è chiaro se la FIFA le riproporrà, ma la Federcalcio inglese le ritiene improbabili per gli Europei 2028.
L'Iran nonostante la guerra
La guerra in Medio Oriente aveva sollevato dubbi sulla partecipazione dell'Iran, che tuttavia si è presentato dopo aver spostato il ritiro dall'Arizona al Messico. La sua presenza è stata offuscata da problemi di visto: gli Usa hanno negato i visti a diversi membri della delegazione. L'Iran si è anche lamentato per le restrizioni di viaggio, dovendo lasciare gli Usa subito dopo ogni partita. Eliminato nella fase a gironi, il segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin ha commentato: «Sono solo contento che abbiano finito e non tornino».
Il ruolo di Trump
Se le restrizioni di viaggio dell'amministrazione Trump hanno impedito ad alcuni tifosi di raggiungere gli Usa, non ci sono stati report di controlli immigrati aggressivi temuti da alcuni gruppi per i diritti umani. Trump non ha assistito a nessuna partita se non la finale. Il suo rapporto con il presidente FIFA Gianni Infantino è finito sotto i riflettori quando la squalifica di una giornata per Folarin Balogun, per un cartellino rosso, è stata sospesa prima degli ottavi contro il Belgio. Trump ha detto di aver chiamato Infantino; la FIFA ha insistito per l'indipendenza dei suoi organi disciplinari. Alla fine, la decisione non ha aiutato gli Usa, battuti 4-1 dal Belgio.
Fonti
- AP News — The biggest takeaways from the 2026 World Cup: https://apnews.com/article/world-cup-final-spain-argentina-e45fd30932bb9885812805cafa99ca33