Matteo Arnaldi si è ritirato dopo appena 40 minuti nel derby di Washington contro Lorenzo Musetti, con il punteggio di 6-0, 3-1. Il tennista sanremese si è avvicinato alla rete indicando il piede, riaccendendo l'allarme su un problema che lo accompagna ormai dal 2025.
Il fastidio era emerso per la prima volta durante l'Australian Open 2025 — curiosamente in un altro incontro con Musetti — e si era aggravato con un problema alla caviglia sinistra che aveva causato un sovraccarico al piede destro. La stagione sul cemento americano era stata affrontata con antidolorifici, fino al momento in cui anche quelli avevano smesso di funzionare.
Ad agosto 2025 Arnaldi raccontava di riuscire ad allenarsi solo per un'ora o un'ora e mezza prima che il dolore lo costringesse a fermarsi. Il fastidio condizionava soprattutto lo scivolamento e il servizio, due elementi fondamentali del suo tennis. La sosta invernale avrebbe dovuto risolvere la situazione, ma gli esami in Australia, pur indicando un quadro ormai risolto, non corrispondevano a ciò che il corpo continuava a segnalare.
"Riesco ad allenarmi per mezz'ora o quaranta minuti senza problemi, poi il dolore torna", aveva dichiarato Arnaldi dopo la sconfitta contro Rublev a Melbourne. "Un'ora di partita, soprattutto per come gioco io, non esiste".
La terra rossa, meno traumatica negli appoggi, gli aveva concesso una tregua. A maggio aveva vinto il Challenger 175 di Cagliari, confessando di essere arrivato in Sardegna pieno di dubbi ma di aver concluso il torneo senza dolore. Da lì era nata la straordinaria corsa al Roland Garros, conclusa in semifinale — la prima in uno Slam — dopo quasi venti ore trascorse in campo.
Proprio quando il piede sembrava avergli restituito libertà, era arrivata un'altra beffa: un violento virus intestinale gli aveva impedito di disputare la prima semifinale Slam della carriera contro Flavio Cobolli. A Wimbledon si era presentato dichiarando di non avvertire più dolore, pur sottolineando la delicatezza dei cambi di superficie.
Il ritorno sul cemento di Washington rende quest'ultimo episodio qualcosa di più di un allarme occasionale: il problema non è mai stato davvero risolto, soltanto tenuto a bada. Non esiste ancora una diagnosi ufficiale e il futuro calendario del sanremese resta incerto, in attesa di valutazioni mediche.
Un dato curioso e amaro: gli ultimi tre derby azzurri tra Slam e circuito ATP non sono arrivati a una conclusione regolare. Due ritiri e un walkover, tre incroci italiani senza un ultimo punto giocato.
Fonti
- https://www.ubitennis.com/blog/2026/07/28/arnaldi-un-altro-stop-per-problema-al-piede-valutazioni-in-vista-dei-prossimi-tornei/
- https://www.tennisitaliano.it/atp-wta-washington-il-programma-di-oggi-in-campo-il-derby-arnaldi-musetti/