Il commissario dell'NBA Adam Silver ha confermato martedì che i negoziati con l'EuroLeague stanno procedendo e che ulteriori annunci sul progetto NBA Europe arriveranno "nelle prossime settimane", preparando il terreno per una riunione decisiva del 5 ottobre che potrebbe ridisegnare il panorama cestistico del continente.
Parlando ai giornalisti dopo la riunione del Board of Governors a New York, Silver ha descritto il progetto come "un'opportunità una volta e per sempre" e ha affermato che la legge è in trattative attive per acquisire una quota di maggioranza nell'EuroLeague — una mossa che unirebbe le ambizioni europee dell'NBA con la competizione per club di vertice del continente anziché creare un rivale.
"Crediamo che la legge sarebbe rafforzata unendosi all'EuroLeague," ha detto Silver. "Non deve per forza accadere, ma penso che staremmo tutti meglio come fronte unito in Europa."
Le dichiarazioni rappresentano la conferma pubblica più concreta ad oggi che l'NBA non sta perseguendo solo una lega europea autonoma, ma un vero e proprio takeover o una partnership profonda con la struttura esistente dell'EuroLeague. Il commissario associato Mark Tatum, che ha guidato i negoziati, ha presentato il rapporto sugli ai proprietari insieme alle discussioni sull'espansione a Las Vegas e Seattle.
Il punto decisionale del 5 ottobre
Le implicazioni delle parole di Silver diventano più chiare sullo sfondo della riunione azionistica dell'EuroLeague, prevista per il 5 ottobre a Cernobbio, Italia. Quel giorno i 13 proprietari dei club voteranno sul futuro della competizione — se accettare la proposta dell'NBA, perseguire un modello a franchising indipendente, o tracciare un percorso diverso.
L'EuroLeague si sta preparando per ent gli scenari. Secondo Basketball Sphere, la legge si aspetta una proposta formale dall'NBA prima dell'incontro di Cernobbio. Se l'offerta arriverà, verrà aggiunta a un ordine del giorno che già include la discussione sul modello a franchising dell'EuroLeague e sui piani di espansione.
Questa strategia parallela riflette il potere negoziale di entrambe le parti. L'NBA offre potenza finanziaria e portata globale nelle trasmissioni; l'EuroLeague detiene i club, la tradizione e l'infrastruttura competitiva di cui qualsiasi impresa europea avrebbe bisogno per essere credibile.
Come si presenterebbe l'NBA Europe
Silver e Tatum immaginano una competizione NBA Europe che si lancerebbe nell'autunno del 2027, inizialmente con 12 franchising permanenti. Ma la forma di quella legge dipende in larga misura dal fatto che i club dell'EuroLeague si uniscano al progetto.
Se una fusione si concretizzasse, non tutte le 13 squadre attuali dell'EuroLeague farebbero necessariamente parte del gruppo. Silver ha riconosciuto che le questioni strutturali restano irrisolte — incluso il sistema salariale dei giocatori, il modo in cui i diritti televisivi verrebbero aggregati, la divisione delle responsabilità tra la legge e i mercati locali, e i piani per multiple nuove arene in tutta Europa.
"Alcuni di loro preferirebbero aspettare più a lungo per il lancio," ha detto Silver riferendosi agli investitori potenziali. "Ma penso sia importante introdurre la competizione nel mercato la prossima estate. Il prodotto iniziale sarà diverso da quando avremo riunito tutte le squadre e gestiremo formalmente la legge."
La portata finanziaria dell'acquisizione dell'EuroLeague resta incerta. Il Sports Business Journal ha riportato che le valutazioni dei club di vertice — Panathinaikos, Real Madrid e Olympiacos — si attestano intorno ai 370 milioni di dollari, mentre i restanti club si collocano da circa 69 a 345 milioni di dollari. Un acquisto di maggioranza richiederebbe miliardi.
L'alternativa: l'EuroLeague va da sola
Se il voto del 5 ottobre respingerà le aperture dell'NBA, l'EuroLeague ha un'alternativa già pronta. La legge ha già ricevuto più di 20 espressioni di interesse per il proprio modello a franchising, con 11 candidati avanzati alla fase di due diligence e offerte vincolanti per circa 700 milioni di euro in quote di franchising.
Il CEO dell'EuroLeague Chus Bueno si è preparato pubblicamente per quella evenienza. In commenti recenti ha affermato che la legge "competerà" se l'accordo con l'NBA dovesse fallire, indicando il piano di espansione a franchising che porterebbe la competizione a 24 squadre dalla stagione 2027-28, incluse 21 franchising permanenti.
L'esistenza di quel piano alternativo dà agli azionisti dell'EuroLeague qualcosa che l'NBA potrebbe non aver previsto: un reale potere contrattuale. I proprietari dei club sanno di avere un percorso viable indipendente dal coinvolgimento americano, il che potrebbe influenzare i termini di qualsiasi trattativa Silver metta sul tavolo.
Un crocevia storico
Il basket in Europa si avvicina al momento strutturale più significativo dalla creazione stessa dell'EuroLeague nel 2000. La convergenza delle ambizioni europee dell'NBA, della trasformazione a franchising dell'EuroLeague e degli interessi finanziari dei proprietari di club across il continente ha creato un raro allineamento di forze.
Silver ha inquadrato il momento in termini ampi. "La vediamo davvero come un'opportunità una volta e per sempre — storica in termini di ciò che questo potrebbe significare, non solo per il basket, ma per il panorama sportivo europeo — e vogliamo farla bene."
Che "farla bene" significhi una fusione transatlantica o una coesistenza competitiva, la risposta dovrebbe prendere forma nelle settimane che portano al 5 ottobre. Per ora, entrambe le parti parlano, il tempo scorre, e il futuro del basket europeo resta in bilico.
Fonti
https://www.eurohoops.net/en/nba-news/2008466/adam-silver-we-anticipate-additional-nba-europe-announcements-in-the-coming-weeks/
https://www.sportsbusinessjournal.com/Articles/2026/09/15/silver-nba-exploring-majority-purchase-of-euroleague/
https://basketballsphere.com/en/nba-proposal-euroleague-october-5-meeting/