Arrivare alla finale dei Mondiali è ancora una sorta di novità per la Spagna: per la Roja è soltanto la seconda volta nella storia che arriva così in fondo, sedici anni dopo il trionfo del 2010. Per il capitano Rodri, però, non è un caso, ma il traguardo di un percorso costruito anno dopo anno.
«Siamo cresciuti gradualmente — ha detto Rodri venerdì —. Dobbiamo continuare a fare le stesse cose, perché è stato un processo di tutti questi cinque anni». Il centrocampista, fresco Pallone d'Oro 2024, guida una squadra che ha messo le basi del successo attuale con la vittoria della Nations League nel 2023 e dell'Europeo nel 2024.
Numeri alla mano, la crescita è concreta: la Spagna ha subito un solo gol nelle prime sette partite del torneo, compresa la vittoria per 2-0 sulla Francia in semifinale. Dal pareggio a sorpresa all'esordio con Capo Verde, La Roja ha rifilato alle avversarie 13 gol segnandone 1. «Il nostro obiettivo dall'inizio di questo Mondiale era vincere il trofeo, e ne eravamo convinti», ha spiegato Rodri. «Abbiamo dimostrato che questa nazionale è in grado di battere grandi avversarie».
Il cammino verso la finalissima è stato oliato anche dai gol decisivi di Mikel Merino, capace di sbloccare e firmare reti in zona Cesarini negli ottavi e nei quarti di finale, e da una difesa di ferro che ha potuto contare sui nove interventi del portiere Unai Simón.
Domenica, all'MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, ad attendere la Spagna c'è la campionessa in carica Argentina. «Non credo che abbiate visto la stessa Spagna in tutte le partite», ha proseguito il centrocampista trentenne. «La partita di domenica sarà molto diversa, più fisica, e dobbiamo essere pronti». Sedici anni dopo il primo titolo iridato, Rodri vede nella determinazione di quella generazione una fonte di ispirazione, ma resta concentrato sul presente: «Contro la Francia abbiamo giocato una delle migliori partite di sempre; contro l'Argentina dobbiamo alzare il livello perché sono i campioni. E sono davvero fiducioso che possiamo farcela».
Tutta l'attenzione, poi, è puntata su Lamine Yamal: il 19enne, fotografato in allenamento con la coscia sinistra fasciata dopo un colpo rimediato contro la Francia, ha alimentato preoccupazioni sulle sue condizioni. Il ct Luis de la Fuente ha però minimizzato: «Oggi si è allenato con i compagni ed è a posto. Sta bene, è in condizioni ottimali». Yamal, ritratto da bambino accanto a Lionel Messi nel 2007, è considerato l'erede designato al titolo di miglior giocatore del mondo: questa finale potrebbe essere il passaggio di consegne, ma il suo allenatore non vuole che ci pensi. «Lamine deve essere Lamine — ha chiuso de la Fuente —. Messi è un giocatore unico nella storia, un esempio per i più giovani. Insisto: Lamine deve essere Lamine Yamal».
Fumo nell'aria e qualità del manto non preoccupano il commissario tecnico, che ammette un'unica ansia: «Sono nervoso perché torniamo in elicottero — ha sorriso —. Ci siamo arrivati in elicottero e dobbiamo ripartire così, e questo mi mette ansia. Per il resto sono tranquillo».
Fonti
- AP News — Spain has built its team for several years and tournaments to reach the World Cup final: https://apnews.com/article/spain-world-cup-final-96f48f10b906b819d561c58acb9ea41c