L'ex numero uno britannico Jack Draper si è ritirato alla vigilia del Mubadala DC Open di Washington, fermato di nuovo dall'infortunio al braccio che lo condiziona da oltre un anno.
Il 24enne mancino ha dato forfait lunedì dall'ATP 500 statunitense dopo aver avvertito nuovo dolore al braccio di servizio, quando il torneo doveva segnare il suo ritorno in campo dopo il forfait di Wimbledon del mese scorso. Nel weekend Draper aveva detto di sentirsi "fisicamente bene" e si era mostrato in forma negli allenamenti sotto la guida del nuovo coach Andy Murray.
"Questi ultimi mesi li ho vissuti come una serie infinita di avversità e battute d'arresto", ha scritto Draper su Instagram subito dopo l'annuncio del ritiro. "Molti giorni li ho passati nel dubbio, ma con la speranza di continuare a fare passi avanti e trovare il modo di progredire. Essere paziente con il processo è stata la mia sfida più grande, ma so di essere sempre più vicino a dove voglio arrivare."
È uno scenario già visto per l'ex numero 4 del mondo: anche a Wimbledon aveva parlato con ottimismo della sua condizione fisica, salvo poi ritirarsi 24 ore prima del match di primo turno. La contusione ossea al braccio di servizio lo ha limitato a sole 14 partite negli ultimi dodici mesi, un problema che ha cercato di superare con lunghi periodi di riposo.
Il suo rientro di inizio stagione era stato già frenato da una tendinite al ginocchio, e il tre volte vincitore di tornei ATP non giocava da più di due mesi prima del ritorno a Eastbourne in giugno. Raggiungere le semifinali a Wimbledon è costato caro: l'infortunio al braccio si è ripresentato, lasciando Draper "devastato" per aver dovuto rinunciare allo Slam di casa.
Ora numero 147 del mondo, Draper spera di giocare a Montreal e Cincinnati prima degli US Open, che iniziano il 30 agosto e dove nel 2024 ha raggiunto le semifinali. Se sarà in grado di giocare a Flushing Meadows quest'anno, dovrà passare dalle qualificazioni o ricevere una wild card. A Washington, al suo posto nel tabellone è entrato il lucky loser Mackenzie McDonald.
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