La Women's Tennis Association (WTA) ha annunciato l'introduzione del test genetico obbligatorio per tutte le giocatrici che desiderano competere nel circuito professionistico femminile, con un cambiamento radicale nella politica di eleggibilità del tennis mondiale.
Il nuovo regolamento, che entrerà in vigore da martedì, richiede a ogni giocatrice di sottoporsi una tantum allo screening del gene SRY — il gene presente sul cromosoma Y responsabile dello sviluppo maschile — tramite tampone orale, campione di sangue o di saliva. Solo un risultato negativo, che attesti l'assenza del gene, consentirà di competere. In caso di positività, saranno necessari ulteriori accertamenti medici prima di ottenere l'idoneità.
La nuova politica sostituisce il precedente regolamento del 2024, che permetteva alle donne transgender e alle giocatrici non binarie di competere a patto che mantenessero livelli di testosterone inferiori a 2,5 nmol/L per almeno due anni. Secondo la WTA, attualmente non ci sono donne transgender note attive nel circuito.
Nel comunicato ufficiale, la WTA ha dichiarato che la misura è volta a "preservare l'integrità del tennis professionistico femminile e mantenere condizioni di competizione eque per tutte le giocatrici." L'ente ha riconosciuto la delicatezza della questione, impegnandosi ad attuare le regole "in modo rispettoso e ponderato."
La decisione allinea la WTA ad altre federazioni: World Athletics ha introdotto lo stesso test SRY per le atlete di atletica leggera nel settembre 2025, il Comitato Olimpico Internazionale lo richiederà per i Giochi di Los Angeles 2028, e World Boxing lo ha adottato nel maggio 2025.
La misura ha suscitato reazioni contrastanti. La Casa Bianca ha espresso sostegno verso i criteri genetici nello sport femminile, mentre l'associazione britannica per i diritti LGBTQ+ Stonewall ha criticato la mossa del CIO definendola una scelta che "alimenta ulteriori divisioni in un mondo sempre più polarizzato." Le giocatrici dovranno firmare un modulo di consenso, con possibili sanzioni disciplinari in caso di rifiuto.
La WTA ha precisato che la politica distingue tra sesso biologico e identità di genere, sottolineando che "non vi è alcuna intenzione di mancare di rispetto o mettere in discussione l'identità di genere o la dignità di alcuna persona."
Fonti