L'EuroLeague si appresta a vivere la ristrutturazione più radicale dall'inizio dell'era moderna della competizione, dopo che i soci hanno votato il 25 agosto per procedere con l'espansione a 24 squadre e l'adozione di un modello di franchising permanente capace di rimodellare per generazioni l'economia del basket europeo.
In una riunione del Consiglio di Amministrazione di Euroleague Commercial Assets (ECA), i club hanno ricevuto un aggiornamento sul processo di candidatura per i franchising, lanciato ufficialmente a luglio. I numeri sono eloquenti: 11 candidati pre-accettati stanno ora presentando offerte vincolanti formali per un valore complessivo di quasi 700 milioni di euro di franchise fees, con un investimento totale previsto che supera i 3,2 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.
Il processo ha generato più di 20 espressioni di interesse, provenienti sia da club già presenti in EuroLeague ed EuroCup sia da progetti di investimento completamente nuovi che spaziano dall'Europa continentale al Medio Oriente. Ulteriori quattro proposte sono in attesa di valutazione, lasciando il campo aperto mentre la lega prepara la decisione finale in un'assemblea dei proprietari prevista per fine settembre 2026.
Secondo il piano, fino a otto nuovi franchising si aggiungeranno ai 13 soci attuali a partire dalla stagione 2027-28, portando il totale a 21 franchising permanenti su un campionato di 24 squadre. I restanti tre posti verrebbero presumibilmente assegnati attraverso un meccanismo diverso, anche se la comunicazione ufficiale della lega non ha specificato quale. Una potenziale complicazione riguarda lo status del CSKA Mosca: qualora il club russo non riottenga il diritto di competere, il conteggio effettivo dei franchising potrebbe scendere a 20.
Una visione da 4,3 miliardi di euro
La spinta verso il franchising è il fulcro di quella che l'ECA chiama la Transformational Strategic Roadmap, approvata il 3 marzo e pensata per accelerare la crescita, la creazione di valore e il posizionamento globale della lega. La banca di investimenti JB Capital ha proiettato che il valore aggregato della lega e dei suoi club potrebbe raggiungere i 4,3 miliardi di euro entro il 2027 — una cifra che sottolinea la posta in gioco che gli investitori istituzionali puntano sulle prospettive commerciali del basket europeo.
La lega ha presentato proiezioni aggiornate di una crescita dei ricavi dell'15 percento anno su anno, un significativo rialzo rispetto alle cifre condivise con l'Assemblea Generale il 7 luglio. La direzione ha attribuito il miglioramento a una serie di recenti accordi commerciali, con una crescita sostenuta segnalata nei flussi di ricavi da media, digitale e partnership.
"Questa prossima fase, naturalmente, è la creazione dei franchising", recita il comunicato stampa della lega, inquadrando l'espansione non come un evento isolato ma come l'inizio di un modello competitivo e commerciale fondamentalmente diverso. In un sistema di franchising, i club detengono partecipazioni azionarie permanenti e trasferibili nella competizione — un netto distacco dal modello di licenza che ha governato il basket europeo per decenni e che i critici hanno a lungo sostenuto creasse instabilità e limitasse gli investimenti a lungo termine.
Cosa Significano i Numeri
Le offerte vincolanti — con una media di circa 64 milioni di euro per franchising — indicano che i nuovi entranti vedono l'EuroLeague come un asset sportivo premium con significativo potenziale di crescita. Per dare un contesto, la cifra si confronta favorevolmente con le fee di espansione di altri campionati europei e si avvicina ai livelli osservati nella vendita di franchising nordamericani di fascia media.
L'orizzonte di investimento quinquennale di 3,2 miliardi di euro copre non solo i costi di acquisizione del franchising ma anche gli impegni operativi, gli aggiornamenti delle strutture, i programmi di sviluppo giovanile e la spesa marketing che i proprietari potenziali sono tenuti a realizzare come parte delle loro proposte. L'ampiezza dell'impegno finanziario suggerisce che almeno alcuni candidati siano sostenuti da ricchezze sovrane o private equity su larga scala — la stessa dichiarazione della lega ha segnalato interesse da "nuovi progetti di investimento dall'Europa continentale e dal Medio Oriente".
La presenza di capitali mediorientali in particolare segnerebbe un punto di svolta strategico. I club EuroLeague hanno da tempo cercato investimenti dal Golfo, ma un'allocazione formale di franchising immergerebbe quel capitale nella struttura di governance della lega, dando ai nuovi azionisti una voce diretta nelle decisioni commerciali e competitive.
Si Consolida l'Ancoramento Istituzionale
Accanto al processo di franchising, il Consiglio è stato aggiornato su una serie di accordi istituzionali che rafforzano collettivamente l'architettura delle relazioni sindacali della lega. È stato firmato un accordo con la Euroleague Basketball Head Coaches Board (EHCB), stabilendo le basi per un Framework Agreement completo con l'unione degli allenatori — il primo del genere nel basket europeo.
Allo stesso modo, la lega ha confermato il rinnovo dell'accordo con la Union Euroleague Basketball Officials (UEBO), con la firma formale prevista durante il 27° Pre-Season Clinic per gli arbitri a Wrocław. Questi accordi, insieme al già esistente accordo con la EuroLeague Players Association (ELPA), creano un quadro tripartito che allinea gli interessi di giocatori, allenatori e arbitri sotto un'unica struttura istituzionale.
Il significato di questi accordi va oltre le relazioni sindacali. Formalizzando le proprie relazioni con tutti e tre i principali gruppi di stakeholder, l'EuroLeague sta costruendo quel tipo di infrastruttura istituzionale che gli investitori istituzionali — in particolare quelli nordamericani o del Golfo — si aspettano prima di impegnare capitali in una proprietà sportiva. Il messaggio è chiaro: la lega non si sta espandendo solo in termini di dimensioni, ma sta professionalizzando la propria governance di conseguenza.
La Strada Verso Settembre
I prossimi due mesi saranno decisivi. Il Consiglio ha approvato la continuazione dei processi di valutazione e due diligence per tutti e 11 i candidati pre-accettati. Euroleague Basketball condurrà una "revisione di due diligence più approfondita" prima di presentare le raccomandazioni finali all'assemblea dei proprietari prevista per fine settembre.
La tempistica è serrata. I club dovranno dimostrare non solo la capacità finanziaria di far fronte agli obblighi delle franchise fees ma anche piani credibili di investimento competitivo, coinvolgimento dei tifosi, standard delle arene e conformità al quadro normativo in evoluzione della lega. Il processo di due diligence dovrebbe essere il più rigoroso nella storia della competizione.
Per gli azionisti esistenti, l'espansione solleva sia opportunità che rischi. Da un lato, l'iniezione di capitale fresco e la creazione di una lega più robusta dal punto di vista commerciale dovrebbero beneficiare tutti i partecipanti. Dall'altro, l'ammissione di fino a otto nuovi franchising — alcuni potenzialmente sostenuti da investimenti collegati a stati — potrebbe alterare l'equilibrio competitivo e spostare il potere all'interno delle strutture di governance della lega.
Il Basket Europeo a un Bivio
L'espansione in franchising dell'EuroLeague arriva in un momento di più ampia trasformazione del basket europeo. La competizione ha navigato per anni la tensione tra meritocrazia sportiva e sostenibilità economica, e il modello di franchising rappresenta una inclinazione decisa verso quest'ultima. Offrendo partecipazioni permanenti e trasferibili, la lega scommette sul valore dell'equity a lungo termine — piuttosto che sui risultati competitivi annuali — come motore della prossima ondata di crescita.
Se la scommessa ripagherà dipenderà dall'esecuzione. La lega deve gestire il delicato processo di integrazione dei nuovi franchising senza alienare i club esistenti, pur conseguendo le proiezioni di crescita commerciale che sostengono l'intera strategia. La presenza di capitali mediorientali e potenzialmente americani aggiunge un livello di complessità geopolitica raramente affrontato dal basket europeo.
Quello che è chiaro è che lo status quo non era più sostenibile. Con 13 soci che governano una competizione che aspira a competere con la portata globale della NBA, l'EuroLeague aveva bisogno di scalare — e farlo in fretta. Il modello di franchising, con la sua promessa di capitale istituzionale e equity permanente, offre il percorso più credibile verso quell'obiettivo. Il voto di settembre determinerà se la scommessa più grande del basket europeo diventi la sua più grande storia di successo.
Fonti
- https://www.eurohoops.net/en/euroleague/2001586/euroleague-expanding-to-24-teams-with-21-franchises/
- https://sportando.basketball/en/